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L'avvocato del condominio


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
20.05.2026    |    2.039    |    0 9.3
"Il ritmo è diventato subito incalzante, guidato dal desiderio puro e dalla fretta dettata dal tempo che scorreva implacabile al piano di sotto..."
L'atmosfera nell'androne condominiale era ancora tesa, satura delle solite grida sui millesimi del riscaldamento e sulle infiltrazioni nei garage. L'assemblea straordinaria si era appena conclusa nel peggiore dei modi. Mentre tutti si disperdevano brontolando, Valentina, l'avvocatessa del sesto piano, mi aveva fatto un cenno discreto: «Max, passa da me tra un po'. Ho recuperato quella copia dell'atto notarile che ti serviva per il box».
Valentina viveva sola, era una donna decisa, sempre impeccabile nei suoi tailleur che lasciavano indovinare curve tutt'altro che algide.
Sono salito rapidamente a casa al quarto piano, ho baciato mia moglie sulla guancia inventando una scusa credibile («Controllo un attimo una cosa con l'amministratore e torno per cena»), e ho preso tempo per far calmare le acque. Quindici minuti dopo, il mio dito premeva il campanello del sesto piano.
Quando la porta si è aperta, l'avvocatessa formale dell'assemblea era già svanita. Valentina aveva tolto la giacca; la camicia di seta bianca era leggermente sbottonata sul collo e i capelli biondi, prima raccolti, le ricadevano morbidi sulle spalle.
«Entra, Max. Faccio un bicchiere di vino?» ha chiesto, con un sorriso che andava ben oltre la cortesia professionale.
«Volentieri», ho risposto, sentendo la gola improvvisamente secca.
Il documento era appoggiato sul tavolo di vetro del soggiorno, ma nessuno dei due lo ha guardato. Quando mi ha pusto il calice, le nostre dita si sono sfiorate. È bastato quello sguardo, carico della tensione accumulata in mesi di saluti sfuggenti in ascensore, per far saltare ogni freno inibitore.
Ho appoggiato il bicchiere sul tavolo e l'ho tirata a me per i fianchi. Valentina non ha opposto resistenza; ha lasciato andare un sospiro caldo sulle mie labbra prima che le nostre bocche si cercassero con una foga quasi rabbiosa. Il bacio è stato profondo, urgente, dominato dal brivido del proibito.
Le mie mani sono scivolate lungo la schiena, stringendo il tessuto leggero della sua camicia, per poi scendere sui fianchi sinuosi della gonna a tubino. Valentina ha intrecciato le dita nei miei capelli, spingendomi ancora più contro di sé, mentre un gemito sommesso le nasceva in gola.
Senza smettere di baciarci, ci siamo spostati verso il divano di pelle scura. L'urgenza era troppa per i convenevoli. Con gesti rapidi e febbrili le ho aperto i primi bottoni della camicia, scoprendo la pelle profumata del petto e un reggiseno di pizzo nero che contrastava nettamente con la sua aria da professionista. Le mie labbra hanno seguito il percorso della mia mano, scendendo sul suo collo e sulla scollatura, facendola inarcare con un brivido.la mia mano è scesa fino a toccarle,alzando la gonna, intimo più profondo,era casa e bagnata
Valentina ha fatto scivolare abilmente la zip della mia felpa e ha slacciato la mia cintura, le sue mani calde e decise che cercavano il contatto diretto con la mia pelle. Con un movimento fluido si è sfilata la gonna, rimanendo solo con le calze velate e i tacchi alti che slanciavano le sue gambe perfette. La combinazione di eleganza e totale abbandono alla passione era micidiale.
L'ho fatta sdraiare sul divano, posizionandomi tra le sue gambe. Ho iniziwto a leccarle la figa,con passione e Quando ci siamo uniti, l'intensità del momento ci ha tolto il fiato. Il ritmo è diventato subito incalzante, guidato dal desiderio puro e dalla fretta dettata dal tempo che scorreva implacabile al piano di sotto. Valentina stringeva le mie spalle con le unghie, assecondando ogni mio movimento con colpi d'anca precisi e sinuosi, gli occhi lucidi fissi nei miei.
La stanza era silenziosa, interrotta solo dal rumore dei nostri respiri affannati e dai suoi gemiti soffocati contro la mia spalla per non fare troppo rumore. Il piacere è cresciuto un'ondata dopo l'altra, travolgente e teso come una molla pronta a scattare. L'estasi ci ha colti quasi insieme: un sussulto violento di Valentina che si è stretta forte a me, seguito subito dopo dal mio totale rilascio, mentre la stanza sembrava girare.
Siamo rimasti abbracciati per qualche minuto, i cuori che battevano all'impazzata contro il petto. Poi, la realtà ha bussato alla porta della mente.
Ci siamo rivestiti quasi in silenzio, con la complicità silenziosa di chi sa di aver condiviso un segreto pericoloso. Valentina si è sistemata i capelli allo specchio, tornando in un attimo la donna imperturbabile di sempre, se non fosse per le guance ancora leggermente arrossate.
Mi ha porto la cartellina con il documento del box, con un sorriso enigmatico. «Ecco quello che cercavi, Max».
«Grazie, Valentina», ho risposto, sfiorandole la guancia un'ultima volta prima di aprire la porta e scendere rapidamente le scale verso il quarto piano, con il battito ancora accelerato e il profumo di lei addosso.
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